Dalla fionda alla corona

La vera amicizia

Gionata, anche a costo di mettersi contro suo padre, non è disposto ad abbandonare il proprio amico.
Placeholder
Icona Fiaccolina

Il fumetto incomincia con un colpo di scena: re Saul, arrabbiato con Davide, gli scaglia contro una lancia.
Mical e Gionata si preoccupano molto per lui, temono che Saul stia cercando di ucciderlo. Fortunatamente la lancia sfiora soltanto Davide, staccandogli due ciuffi di capelli, cosicché lui riesce a uscire vivo dal palazzo reale.
Ormai Davide è disperato, gli sembra di aver perso tutto e di non aver più nessuno su cui contare. In realtà non è così: dal palazzo esce il suo amico Gionata, il figlio di re Saul. Gionata, anche a costo di mettersi contro suo padre, non è disposto ad abbandonare il proprio amico. Difatti è proprio lui a fornire a Davide un piano sicuro per scappare.
Gionata sa molto bene che, se suo padre scoprisse che sta aiutando il suo acerrimo nemico, perderebbe completamente la testa, ma decide comunque di rischiare per il bene di Davide. Infatti, Gionata ha compreso una cosa assai importante: «una vera amicizia e un amore autentico non ti fanno più dire: “io”, perché sentimenti e vita si intrecciano in una comunione di affetti, di pensieri e di scelte» (Dicastero per la cultura e l’educazione). Il piano escogitato da Gionata è semplice, rivolgerà una frase in codice a Davide, se capirà che Saul avrà decretato per lui la morte. Purtroppo il re ordina a Gionata: «Manda dunque a prenderlo e conducilo qui da me, perché merita la morte» (1Sam 20,31). E così Davide, dopo aver ringraziato il suo amico, è costretto a scappare.

Il patto con Gionata
Dopo aver girovagato, Davide riesce a trovare rifugio nella cittadina di Nob, poco distante da Gerusalemme, presso l’anziano sommo sacerdote Achimelech.
Davide è molto stanco e affamato e chiede al sacerdote un po’ di cibo. Achimelech gli offre i pani che aveva dato in offerta a Dio il giorno precedente e dopo gli consegna anche la spada di Golia, il gigante che tempo prima il piccolo Davide era riuscito a sconfiggere.
Così rifocillato, Davide può continuare la sua fuga e nascondersi nel deserto vicino a Gerusalemme, il deserto di Giuda. Nel suo nascondiglio incontra nuovamente il suo amico Gionata e insieme rinnovano la loro amicizia stringendo un altro patto, in cui Gionata, anziché provare invidia ed essere geloso di Davide, gli cede addirittura il diritto di succedere sul trono di suo padre.
Questo accordo però non è una semplice stretta di mano, ma un impegno più profondo e sincero. Infatti, il patto è stretto davanti al Signore e questo perché «ama veramente il suo amico colui che nel suo amico ama Dio» (Sant’Agostino). La loro amicizia è più forte delle logiche del potere: i due giovani sanno bene che «l’amicizia può veramente cambiare il mondo. L’amicizia è una strada verso la pace» (Papa Leone, Giubileo dei Giovani).

L’amicizia con il Signore
Nell’ultima scena del fumetto Davide si trova di nuovo tutto solo nel deserto di Giuda e intona un canto a Dio in cui proclama il suo desiderio di sentirlo vicino e incontrarlo. Questo inno costituisce il Salmo 63 e ci mostra come, anche nei momenti di difficoltà, sia sempre possibile innalzare la propria preghiera a Dio, e da ciò noi capiamo «la necessità della preghiera, nella quale siamo chiamati a vivere e a coltivare l’amicizia con il Signore» (Papa Leone, Udienza generale del 14 gennaio 2026).
Davide ci mostra quindi che è nel Signore che noi troviamo l’amicizia più grande e vera. Gesù ci è sempre vicino, non ci abbandona mai!
Come sarebbe bello imparare anche noi da Davide a «non vergognarci di riconoscere la nostra amicizia con il Signore, di avere il coraggio di raccontare agli altri che è un bene per noi averlo incontrato» (Dilexit nos, 211) e come lui «prendiamoci cura di questa relazione e scopriremo che proprio l’amicizia con Dio è la nostra salvezza» (Udienza generale del 14 gennaio).

Tratto dal numero 2 (Febbraio 2026) di “Fiaccolina”